Città Industriale del XX Secolo


L’Italia consolida il primato di siti nella Lista Unesco del Patrimonio Mondiale con l’iscrizione di “Ivrea, città industriale del XX secolo”, raggiungendo così quota 54. La notizia della vittoria è arrivata questa mattina dal Bahrain dove da una settimana sono in corso i lavori della 42ª sessione del World Heritage Committee, il comitato del patrimonio mondiale dell’Unesco.

 

 

Sul posto, i primi ad esultare sono stati il sindaco uscente, Carlo Della Pepa, e l’attuale Stefano Sertoli, neo eletto. Nella delegazione eporediese partita giovedì, ci sono anche Renato Lavarini, coordinatore del dossier di candidatura, Patrizia Bonifazio, che si è occupata della parte tecnica del dossier, Teresa Skurzak, vicepresidente della Fondazione Guelpa, che ha finanziato negli ultimi anni la candidatura, Cinthia Bianconi, presidente della Fondazione Olivetti, Matilde Trevisani, anche lei della Fondazione Olivetti, e Antonella Parigi, assessora regionale alla Cultura.  

 

 

Fondata nel 1908 da Camillo Olivetti, la città industriale di Ivrea è un progetto industriale e socio-culturale del XX secolo. La maggior parte del suo sviluppo avvenne nel periodo degli anni '30 e '60 sotto la direzione di Adriano Olivetti, periodo in cui l’azienda Olivetti produceva macchine da scrivere, calcolatrici meccaniche e computer.

 

 

La forma della città e gli edifici urbani di Ivrea sono stati progettati da alcuni dei più noti architetti e urbanisti italiani di quel periodo e riflettono appieno le idee del Movimento Comunità. Quindi possiamo tranquillamente affermare che Ivrea rappresenta un significativo esempio delle teorie dello sviluppo urbano e dell'architettura del XX secolo in risposta alle trasformazioni industriali e sociali, inclusa la transizione dalle industrie meccaniche a quelle digitali.