Museo Carrara e Michelangelo


Il 2 Giugno 2018 verrà inaugurato il CARMI – Museo Carrara e Michelangelo a Villa Fabbricotti, presso l’ottocentesca villa situata nel Parco della Padula.

Da anni la città di Carrara voleva dotarsi di un Centro Espositivo per l’arte e la scultura contemporanea, scelta poi ricaduta nella splendida location d’eccezione rappresentata da Villa Fabbricotti. La villa venne costruita nel 1879 per Bernardo Fabbricotti, industriale del marmo, nello splendido parco di nove ettari della Padula, alle spalle della città, percorso da lunghi viali tortuosi che si inoltrano all’interno di boschetti intervallati da laghetti, alimentati con ruscelli e cascatelle.

 

 

Il progetto del museo nasce dal desiderio di suggellere il rapporto che lega il grande scultore alla città toscana, fin dall’antichità uno dei maggiori centri di estrazione del pregiato “marmo di Carrara”, materia prediletta da Michelangelo per le sue sculture più note. In particolare i lavori sono stati condotti dall’Associazione Culturale Metamorfosi di Roma, gestore in esclusiva dei beni della collezione di Casa Buonarroti.

 

 

La mostra racconterà l’artista, il suo genio creativo e l’approccio alla scultura che, come si può leggere nelle lettere sulla disputa con Benedetto Varchi, lo stesso Michelangelo dichiarava: “io dico che la pittura mi pare più tenuta buona, quanto più va verso il rilievo, et il rilievo più tenuto cattivo, quanto più va verso la pittura”. Non mancheranno inoltre le collaborazioni con istituzioni del territorio quali la Povincia di Massa-Carrara, l’Accademia di Belle Arti e dell’Archivio di Stato, che per l’occasione hanno messo a disposizione documenti e opere.

 

 

Una parte del percorso espositivo sarà anche dedicato al rapporto tra Michelangelo e l’arte del Novecento, che ha riconosciuto la portata rivoluzionaria del suo contributo, dove l’artista rappresenta ancora oggi un riferimento prezioso e imprescindibile. Tra i protagonisti contemporanei di questa parentesi troveremo Jan Fabre, di cui sarà esposta la “scandalosa” rivisitazione della Pietà.