Il Manifesto di Portonovo - San Ginesio


 IL MANIFESTO DI PORTONOVO

 

PER UN'AGENDA URBANA PER CITTÀ DELLA CREATIVITÀ, DELL'INTELLIGENZA, DELLA RESILIENZA

E DELL'EGUAGLIANZA

Il Manifesto promosso dalla Fondazione Merloni intende individuare i pilastri fondativi per una agenda nazionale e locale per città che agiscano come piattaforme creative e produttive capaci di connettere luoghi e menti, habitat e comunità.

1.       LA CITTÀ EDUCATIVA.

Ridurre le diseguaglianze agevolando la localizzazione e la connessione di luoghi della conoscenza diffusa, di centri di aggregazione multiculturale, di epicentri di interpretazione come componenti di una rinnovata pedagogia integrale delle città come componenti attive nella società della conoscenza.

2. LA CITTÀ APERTA.

Rendere l’amministrazione pubblica e i gestori di servizi, e i loro dati, facilmente accessibili per chiunque in ogni momento e da ogni luogo al fine di incrementare il principio di sussidiarietà.

3. LA CITTÀ SENZIENTE.

Incrementare e diffondere sensori e attuatori in grado di comprendere in tempo reale i problemi e consentire una soluzione adeguata e tempestiva e il coinvolgimento della comunità nella segnalazione/risoluzione dei problemi.

4. LA CITTÀ DELLA CONDIVISIONE.

Offrire spazi e servizi pubblici per usi differenti e per utilizzatori differenti nell'arco della giornata per minimizzare i costi di gestione e massimizzare l’efficienza, offrendo occasioni di incubazione, contaminazione e accelerazione all'ecosistema dei talenti e dell'innovazione.

5. LA CITTÀ BENE COMUNE.

Convogliare l'energia partecipativa dei cittadini verso un welfare distribuito e di prossimità che redistribuisca competenze e azioni avvicinando i servizi alla domanda più marginale e adattando le risposte ai contesti sociali.                                    

6. LA CITTÀ CREATIVA

Realizzare un ecosistema creativo a partire dal tessuto di scuole, di università̀, di musei e di centri culturali che diventino incubatori di idee, aggregatore di progetti e acceleratori di imprese creative e innovative rafforzando il rapporto scuola-lavoro-ricerca.

7. LA CITTÀ INTRAPRENDENTE

Agevolare i partenariati pubblico-privato-società civile per la circolarità e autosufficienza dei cicli urbani attraverso la realizzazione di interventi integrati di efficienza energetica, di mobilità sostenibile, di sicurezza degli edifici e di qualità dell’ambiente.

8. LA CITTÀ PRODUTTIVA

Agevolare la nascita e la crescita a livello di quartiere della micro-produzione e della fabbricazione digitale come nuove opportunità di lavoro e come ricucitura del tessuto connettivo dell'insediamento attraverso la responsabilità sociale dell'impresa.

9. LA CITTÀ METROPOLITANA

Ripensare il sistema metropolitano per agevolare la funzione competitiva e generativa di valore dei sistemi insediativi strutturanti individuando i poli metropolitani come aggregazioni attive di funzioni elevate e snodi di sistemi produttivi di sviluppo in grado di competere sullo scenario internazionale.

      10. LA CITTÀ ARCIPELAGO

Rimodellare i sistemi insediativi di larga scala abbandonando il vecchio sistema gravitazionale per agevolare relazioni tra sistemi insediativi basate sulla identità territoriale, sulla specializzazione e sulla distribuzione di funzioni urbano-rurali in un un'ottica policentrica e reticolare in cui trovino rilevanza anche le componenti connettive.

 

 

IL MANIFESTO DI  SAN GINESIO

PER UN’ AGENDA URBANA DELLA RICOSTRUZIONE E DEL NUOVO MODELLO DI  SVILUPPO

 

La città prescelta ove sperimentare la nuova agenda urbana per la rigenerazione creativa dopo gli eventi sismici 2016. Gli interventi proposti si riferiscono agli obiettivi di HABITAT III e dell’agenda 2030 UCR per lo sviluppo sostenibile della città.

1. FORMAZIONE

Progetti di formazione riferiti ai nuovi soggetti  digitali, alla manifattura, allo sviluppo locale e ai nuovi cittadini.

2. AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE PARTECIPATA

Coinvolgimento e confronto con le comunità  per ogni processo decisionale, agevolando la co-responsabilità.

3. LABORATORIO PERMANENTE

Osservatorio istituito per captare e far emergere istanze e esigenze, e laboratorio per sperimentare progetti concreti della comunità locale.

4. IL TEATRO

Luogo di incontro e di rappresentanza della città                                                                                       e acceleratore dei talenti locali

5. SERVIZI INNOVATIVIWELFARE

Servizi ad alta specializzazione tecnologica (ICT) legati alle reti e ad alta innovazione sociale per una nuova dotazione sociale capace di rafforzare ed estendere il diritto alla città.

6. INCUBATORI CULTURALI E D’IMPRESA GIOVANILE

Luoghi che agevolino l’incubazione di idee, e l’aggregazione di progetti culturali e che fungano da acceleratori di imprese creative e innovative rafforzando il rapporto scuola-lavoro-ricerca.

7. I NUOVI SOGGETTI

1.     Rigenerazione

2.     Mobilità, ambiente, energia

3.     Economia circolare, economia digitale

8. DIGITAL CRAFTS

Nuovi aspetti dell'artigianato che potrebbero sostenere la competitività e la coesione sociale.

Ricostruire un dibattito scientifico sull'artigianato e ripensare al nuovo ruolo degli artigiani come fattore di crescita dei territori e dei sistemi metropolitani.

Creare una banca dati che possa concentrarsi sulla presenza di un sistema di imprese e professionisti del settore artigianale.

Politiche di sviluppo che operano nel contesto della Regione Marche.

Uso del commercio elettronico e del web come piattaforme di comunicazione di piccole e medie imprese nella Regione Marche e in Italia.

9. SAN GINESIO NODO DELLACONURBAZIONE POST-METROPOLITANA APPENNINICA

San Ginesio può proporsi come un nodo identitario e vocazionale della nuova conurbazione appenninica post-metropolitana, che non si configura per un rapporto dialettico urbano-rurale o centro-periferia, ma si configura come un ecosistema insediativo rururbano e poliferico.

10. SAN GINESIO CITTÀ DELLA RETE E DELL’APPENNINO

San Ginesio è anche un nodo del sistema insediativo e produttivo reticolare e policentrico che struttura il territorio appenninico rifiutando il modello gravitazionale, ormai obsoleto, per aderire ad un modello ad arcipelago in cui il territorio connettivo tra le centralità urbane è una preziosa risorsa per la sostenibilità della nuova economia circolare e creativa.