Convegno sullo Sport, fattore di crescita economica e coesione sociale


 “Lo sport fattore di crescita economica e coesione sociale”

“Lo sport inteso come tessuto connettivo, su cui costruire progetti che rianimino territori e comunità, integrando le loro economie per riprendere progressivamente il sentiero dello sviluppo” Con queste parole, il Presidente della Fondazione Aristide Merloni, l' ing. Francesco Merloni, ha salutato gli intervenuti al convegno “Lo sport fattore di crescita economica e coesione sociale”, che si è svolto questa mattina a Fabriano presso l'Oratorio della Carità.

Una platea affollata e partecipe ha seguito le relazioni degli esperti intervenuti e le testimonianze dal mondo dello sport, tra cui l'olimpionico di pallavolo Andrea Zorzi e Giorgio Scarso, vicepresidente del CONI e presidente della Federscherma, a cui sono state affidate le conclusioni insieme a Giuseppe De Rita, Presidente del CENSIS.

Gli interventi dei tre relatori, Andrea De Rita del CENSIS, Andrea Cardinaletti della Fondazione Gabriele Cardinaletti e il professor Gian Luca Gregori dell'Università Politecnica delle Marche hanno dato una visione a 360° del mondo dello sport: dal suo radicamento territoriale, alla necessità di garantire sostenibilità economica ai progetti e di inserire gli eventi sportivi in una strategia di mercato dai risultati misurabili per il territorio.

Tutti gli interventi hanno sottolineato l'importanza, di sfruttare appieno la dimensione comunitaria e locale dello sport, superando l'enfasi sulle grandi strutture per valorizzare le aree verdi urbane e il paesaggio, e di incentivare la polisportività, l'integrazione tra diversi sport e anche tra diversi settori, come la cultura e la formazione. Al convegno è stata presentata la proposta di un progetto operativo per valorizzare la sinergia tra sport e turismo con la creazione a Genga di un sistema di percorsi sportivi e turistici attorno alla prima “eco-palestra all'aperto” italiana, con strumenti in grado di trasformare l'energia cinetica in energia elettrica. Un'opportunità, nelle conclusioni di Giuseppe De Rita per unire il bisogno di una attività fisica tagliata su misura per le esigenze individuali, con l'inserimento in un contesto sociale e naturale più ampio.