La Storia di Fabriano


Fabriano, il percorso

Fabriano città di pittori, fabbri e mastri cartai è conosciuta nel mondo per la sua Carta la cui lunga storia contraddistingue la città. Creazione e trasformazione, città ricca di artigiani: fabbri, vasari, lanaioli, conciatori e soprattutto cartai, che oggi vuole provare ad essere un centro creativo al passo con le tradizioni secolari.

Le riconosciute doti di abilità e creatività dei sempre più numerosi e qualificati artigiani fabrianesi avevano favorito attraverso i secoli lo sviluppo di attività che nel tempo si sono trasformate in vere e proprie organizzazioni aziendali, industrie che attualmente occupano posizioni rilevanti nel panorama internazionale. Fabriano vanta una straordinaria storia e tradizione nell'artigianato unendo con successo cultura, artigianato e turismo con l'obiettivo principale di preservare gli antichi mestieri, armonizzare industria ed artigianato e valorizzare il suo secolare patrimonio culturale ed artistico.

 

Fabriano: la Città, la Storia

Il toponimo, menzionato per la prima volta nella Carta di San Vittore dell'anno 1040, si è prestato nel tempo a varie interpretazioni, ma la maggioranza degli storici afferma che il nome Fabriano trae origine dal termine gentilizio romano Faberius, proprietario del fondo su cui sorsero i primi castelli medievali. Altre fonti fanno derivare il nome dal latino "faber in Janus", fabbro sul fiume Giano, rappresentato nello stemma cittadino nell'atto di battere il martello sull'incudine.

Il primo vero nucleo fabrianese si costituisce dalle popolazioni degli antichi Municipi romani di Tuficum e di Attidium, e in minor parte di Sentinum, in fuga dalle invasioni barbariche. Dalle alture di Castelvecchio, Castrum vetus, e Castelnuovo, Castrum novum o Podium, zone in cui i profughi di Attidium e Tuficum avevano posto il loro primo insediamento, prese il via il graduale ampliamento della città.

Le Botteghe artigianali e le Arti e Corporazioni

Le prime botteghe artigianali fiorirono nel XII secolo verso la zona della Piazza Bassa o del Mercato, che divenne il vero centro produttivo e commerciale della Città.

L'arte dei Fabbri assunse il ruolo di protagonista. Erano 38 le Fabbrerie ubicate nella zona della Pisana e lungo il fiume. Fin dalla seconda metà del XIII secolo, sorsero anche l'Arte della Lana, l'Arte dei Conciatori di pelle, l'Arte dei Calzolari, fino a giungere alle antiche gualchiere dei Mastri Chartai, piccoli opifici ubicati presso gli argini del fiume Castellano, oggi Giano, predisposti per la lavorazione della carta bambagina.

I Chiavelli e l'annessione allo Stato Pontificio e al Regno d'Italia

La Signoria dei Chiavelli di stirpe germanica dominò su Fabriano dal 1378 al 1435, svolgendo un ruolo fondamentale nella crescita della città facendosi promotrice di iniziative importanti culturali. La città si arricchì di chiese e di monasteri. Il mecenatismo dei Chiavelli cambiò il volto della città di Fabriano, sotto la loro Signoria si aprirono le porte alla tradizione artistica e pittorica della città. Nel 1435 i Chiavelli vennero uccisi in seguito ad una congiura, fino al 1444 Francesco Sforza ebbe il dominio della città. Dopo la breve parentesi di assoggettamento alla Signoria degli Sforza, Fabriano passò sotto il dominio della Chiesa. Tra il 1449 e il 1450 Papa Nicolò V si trasferì in città, promosse una strenua campagna contro le eresie ed un nuovo assetto urbano.

Dal 1610, anno della soppressione della figura del Podestà, al 1808, Fabriano fu sottoposta direttamente al potere centrale di Roma e fu guidata da Governatori prelati. Nel 1808 venne annessa al Regno d'Italia napoleonico, per poi tornare in mano dello stato Pontificio nel 1815. Nel 1849 fu parte integrante della Repubblica Romana e nel 1860 grazie alla liberazione delle truppe del generale Cialdini fu annessa con plebiscito al Regno d'Italia di Vittorio Emanuele II. 

 

dal XX secolo ai giorni nostri

In seguito alle ingenti perdite provocate dal primo conflitto mondiale, a partire dal secondo dopo-guerra la città si risollevò economicamente grazie ad un progressivo sviluppo industriale. Lo sviluppo dell'industria meccanica di Aristide Merloni trasformò la città dal punto di vista economico, sociale e politico. La città ha subito nel 1997 un forte sisma, a cui ha fatto seguito un rapido ripristino del centro storico e dei suoi edifici.

Dal 2006 a seguito del successo della Mostra del Gentile, la città ha intrapreso un nuovo percorso, cercando di risollevarsi dalla crisi industriale e da un periodo di forte recessione, puntando sul settore della cultura, del turismo e della creatività, ponendo le basi per una strategia di trasformazione da città industriale a polo culturale - creativo.

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